Private banker, insegna Sistema Finanziario presso l'Università Carlo Cattaneo-LIUC di Castellanza. È l’animatore di Faust e il Governatore, apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico. Ha scritto “L’Italia: molti capitali, pochi capitalisti (Il Sole 24 Ore, 2019, con la prefazione di Francesco Giavazzi). Ha curato quattro volumi su Paolo Baffi, di cui è il massimo conoscitore sul territorio italiano: Paolo Baffi, Via Nazionale e gli economisti stranieri, 1944-1953, (Aragno, 2017); Paolo Baffi, Servitore dell’interesse pubblico. Lettere 1937-1981 (Aragno, 2016); Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo, Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (Aragno, 2014); con Sandro Gerbi, Paolo Baffi Parola di Governatore (Aragno, 2013).
Luigi Einaudi, nato a Carrù nel 1874, è stato uno dei maggiori protagonisti dell’inizio della storia repubblicana. Dopo l’esilio svizzero durante il fascismo, tornò in Italia nel gennaio 1945 per essere nominato governatore della Banca d’Italia. Nel 1947, da vicepresidente del Consiglio e Ministro del Bilancio, in collaborazione con Donato Menichella e Paolo Baffi di Bankitalia, realizzò la politica di stabilizzazione (blocco dell’inflazione galoppante post conflitto) che creò le basi per il miracolo economico.
Quando si trattò, in sede costituente, di discutere sul bilancio dello Stato all’art. 81, Einaudi volle dare il...
Dopo aver assistito alla moda dei bitcoin, le criptovalute si sono, come ampiamente previsto, sfracellate sul selciato. Hanno perso oltre il 50% nel 2018. Non ne parla più nessuno. Si sono rivelati l’ennesimo fake finanziario, un mito per i gonzi, un’occasione – parafrasando Galbraith in “The big Crash” – per separare il denaro dagli stupidi.
Mentre i sostenitori dei bitcoin ne illustravano la fantasmatica efficacia, la bontà del sistema di blockchain, chi aveva un po’ di dimestichezza con la finanza sottolineava che:
Se la moneta è mezzo di scambio, strumento di pagamento e riserva di valore, le criptovalute non...
Il merito in Italia non è mai esistito, se non in alcuni settori, aperti alla concorrenza internazionale. Alla caduta del Muro di Berlino nel 1989 si è creata una frattura, una forte discontinuità. È nato un nuovo dualismo. Oltre alle diadi Nord-Sud, lavoro protetto e lavoro precario, sono nate le imprese globali, quelle che poi sono state definite le “multinazionali tascabili”, mentre molte imprese hanno mantenuto un approccio domestico.
Per le seconde, quando il ciclo economico italiano si è fatto cruento – vedi recessione settennale 2009-2016 – le conseguenze sono state durissime.
In un contesto siffatto, chi vive di...
Con una inversione a U, il vice premier Matteo Salvini, consigliato da Massimo Garavaglia e Giancarlo Giorgetti, ha abbandonato la spada e si è allineato – alla stregua di uno statista – alle indicazioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Nell’intervista al Sole 24 Ore, Salvini, dopo aver invocato per mesi l’abbandono dei Trattati europei e lo sfondamento del 3% del Patto di Stabilità e Crescita (evoluzione del Trattato di Maastricht del febbraio 1992), ha dichiarato che “l’obiettivo è mantenere il rispetto dei vincoli e delle regole esterne imposte, di non sforare alcunché”.
Parole che i mercati finanziari...
Coautore di questo post è Sebastiano Nardin, studente del terzo anno della Facoltà di Economia presso la Liuc-Università Cattaneo -
Un libro meraviglioso che gli italiani dovrebbero leggere è “Il provinciale” di Giorgio Bocca. Un affresco sul ‘900 di uno dei grandi del giornalismo italiano. Il titolo dice tutto, l’italiano nella stragrande maggioranza dei casi è un provinciale, attento al suo territorio – “L’Italia è un Paese di paesi”, diceva spesso Carlo Azeglio Ciampi -, alle sue conventicole (vi ricordate Sergio Castellitto in “Caterina va in città”?), si guarda i piedi ma perde di vista, spesso, ciò...
Dopo i drammatici fatti di Genova, il nostro Paese, intriso sempre più di rancore e nostalgia si è subito diviso, invece di unirsi e cercare un’identità collettiva, quanto mai necessaria per uscire dalla stagnazione, economica e di pensiero. La politica, con la sola eccezione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – che sembra un essere preistorico, elegante, attento all’uso delle parole, all’esattezza del linguaggio (che Dio ce lo preservi) – ha colto l’occasione per incattivire ancora di più gli animi ed è subito – neanche passato un giorno – andata alla ricerca del capro espiatorio. Come se valutare la...
Si fa un gran parlare di sovranismo (“potere di fare e abrogare le leggi”, Bodin). I nuovi governanti pentaleghisti auspicano maggiori poteri. Vorrebbero negoziare – “battendo i pugni sul tavolo” - con l’Unione Europea per dimostrare che noi italiani sapremmo fare meglio. Se solo ci lasciassero lavorare.
Quando l’allora ministro del Tesoro Guido Carli guidò le negoziazioni nel 1991 che portarono alla firma del Trattato di Maastricht nel febbraio 1992, la sua linea politica guida era creare le condizioni per la costituzione di un “vincolo esterno”, di regole che bloccassero la vertiginosa crescita della spesa corrente...
Oh Milano, sono contento che ci sei.Vincenzo dice che sei fredda,frenetica senza pietàma è cretino e poi vive a Roma, che ne sa?
Alberto Fortis, "Milano e Vincenzo"
Nei giorni scorsi è stato presentato a Milano il rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Lombardia. Mentre il direttore della sede milanese Giuseppe Sopranzetti illustrava i buoni dati del 2018 e spiegava le ragioni della vivacità della congiuntura - a fronte del contesto politico nazionale che stiamo vivendo - mi sono chiesto se Milano non stesse vivendo un mondo a parte, una storia a sé, ben diversa da quella italiana.
A Milano l’economia va (molto...
Nonostante i ministri del governo guidato da Giuseppe Conte abbiano giurato, sembra di essere ancora in campagna elettorale, di sentire dichiarazioni ad effetto, di vedere ministri affermare cose manifestamente non realizzabili, ascoltare discorsi insensati, come quello dell’Italia asservita agli interessi della grande finanza. Il premier in pectore – in sede di replica nel corso del dibattito sulla fiducia in Senato - ha esortato a non fare “dello spread il nostro vessillo, l’unico riferimento: lo spread nasconde la speculazione finanziaria”. Come se il mercato dei capitali fosse popolato solo da trader e speculatori pescecani...
Finalmente il governo ha trovato la quadra, spostando Paolo Savona dall'Economia alle Politiche UE. L'insistenza con cui il professore ha preteso di essere nella compagine governativa lascia un po' perplessi, soprattutto perché l'attività ministeriale è veramente dura. Sono necessarie tante energie in sovrappiù.
L'altro giorno un lettore pro-Savona ha fatto arrivare al "Corriere della Sera" una lettera di sostegno dove vi era anche il pensiero del prof, che definiva il proprio silenzio "sdegnoso". Io ho sempre usato il termine "sdegnato", per cui sono andato subito a documentarmi sul sito Treccani dove si legge che "sdegnoso"...