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Demanio, tecnologia e sostenibilità per il rilancio degli asset


Post di Fabio Arancio, Regional Manager Italy, PlanRadar –
Tremila miliardi di euro: è la soglia psicologica a cui a novembre 2024 si è attestato il debito pubblico italiano che, salvo rare flessioni, continua ininterrottamente a crescere da 30 anni.
Se si aggiunge il fatto che, soltanto di interessi, nel 2024 lo Stato ha dovuto pagare circa 86 miliardi di euro, diviene immediatamente chiaro quanto il debito gravi sulle finanze pubbliche, limitando la possibilità di investire in settori chiave per lo sviluppo del Paese e, di conseguenza, ostacolando la sua competitività a livello globale.
Come sottolineato in un recente report di Deloitte dal titolo “Ridurre il debito pubblico in Italia valorizzando i suoi asset reali. Padroni del nostro destino”, un contributo sostanziale alle casse dello Stato potrebbe giungere dalla rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico: 44mila beni immobili dal valore di quasi 63 miliardi composto da caserme, uffici, complessi carcerari, ma anche infrastrutture – come strade, ponti, canali, ex ferrovie –, beni artistici, archeologici o luoghi di culto, e che – se adeguatamente valorizzati – genererebbero una plusvalenza netta di circa 200 miliardi di euro.
L’ottimizzazione di questi asset, caratterizzati da vari livelli di complessità gestionale, passa da tre fattori chiave: una mappatura precisa dello stato degli immobili, un piano di efficientamento mirato per incrementarne la produttività economica e sociale, e l’individuazione di strategie operative efficaci.
Quali progressi grazie a Open Demanio
Per supportare le Pubbliche Amministrazioni centrali nel miglioramento della gestione di tale patrimonio, infatti, l’Agenzia del Demanio ha dato avvio a un processo di efficientamento che ruota attorno a tre elementi chiave: la sostenibilità, l’innovazione e la digitalizzazione.
Proprio su quest’ultimo fronte, dall’apertura nel 2015 della piattaforma online Open Demanio – primo approccio significativo dell’Agenzia al tech – ad oggi, l’Italia ha compiuto progressi significativi grazie all’implementazione di tecnologie avanzate nel processo amministrativo dei beni, come ad esempio sistemi di monitoraggio digitali e strumenti di gestione basati su dati in tempo reale.
Dal 2022, ad esempio, a oltre dieci anni dalla sua nascita, la banca dati del Dipartimento del Tesoro ha cambiato logica di aggiornamento, passando a una modalità operativa che prevede rilevazioni continuative e non più su base annuale, nell’ottica di potenziare l’interoperabilità tra le banche dati e di favorire lo sviluppo di nuovi servizi attraverso una più accurata conoscenza dei beni immobili pubblici.
Beni del Demanio e integrazione digitale
Proprio in funzione di produrre una mappatura degli asset sempre più organica, di migliorare la qualità progettuale e di implementare efficienza e sostenibilità, nel corso dell’ultimo anno sono stati avviati progetti come la “Piattaforma integrata del Demanio” e la “Carta d’Identità digitale dell’immobile” e, parallelamente, sono state adottate tecnologie innovative come il Building Information Modeling (BIM) e il Digital Twin, affinché queste possano supportare la macchina amministrativa nella transizione verso una gestione più agile e smart.

Le piattaforme tecnologiche si sono già dimostrate un supporto imprescindibile per la miglior gestione di beni pubblici e privati (Designed by Freepik)
I beni demaniali solo uno degli ambiti di intervento su cui è necessaria l’integrazione del digitale, in quanto – in linea con quanto richiesto negli obiettivi PNRR – la Pubblica Amministrazione si sta muovendo per portare entro il 2026 oltre 12mila delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud, avendo già completato con successo a marzo 2023 il primo obiettivo ed essendo avviata verso il raggiungimento del secondo, fissato a metà del prossimo anno.
Alla prova dei fatti, il sistema si sta rivelando efficace. La gestione automatizzata ha reso la manutenzione degli immobili più efficiente e ha contribuito a ridurre i costi operativi, nel rispetto dei principi di trasparenza e sostenibilità nel facility management.
Per un piano di trasformazione radicale
Dunque, a fronte dell’opportunità di realizzare un piano di trasformazione radicale basato sulla rifunzionalizzazione e rimessa a reddito del patrimonio immobiliare pubblico, è necessario che l’Italia ricorra all’utilizzo degli strumenti più adeguati per avviare questa operazione di transizione, primo tra tutti la tecnologia.
Nello specifico, le piattaforme tecnologiche, grazie alla possibilità che offrono di mappare gli interventi edilizi su un edificio, lavorare a più mani sul medesimo progetto, sveltire i processi di reportistica o archiviare ordinatamente tutta la storia progettuale di un certo immobile, si sono già dimostrate un supporto imprescindibile per la miglior gestione di beni pubblici e privati.