L’Italia può diventare un hub europeo per i data center?

scritto da il 07 Marzo 2025

Post di Antonio Lanotte, Chartered Tax Adviser e Senior Auditor, International Tax Advisor e Business Consultant, Of Counsel Deotto Lovecchio & Partners e nel BOA di Vernewell Group 

La digitalizzazione e l’adozione di tecnologie avanzate rappresentano senza dubbio una spinta fondamentale per l’innovazione e la competitività economica globale.

Tuttavia, il settore dei data center si trova a un punto cruciale: conciliare la crescente domanda di capacità computazionale con obiettivi di sostenibilità ambientale e sicurezza energetica. I data center rappresentano una delle infrastrutture più energivore. Infatti, la crescente domanda di energia mette a dura prova le reti di approvvigionamento, specialmente in Paesi come l’Italia, dove una parte significativa dell’energia è importata.

Il raffreddamento delle apparecchiature richiede grandi quantità di acqua e utilizza tecnologie spesso alimentate da fonti fossili, contribuendo a elevate emissioni di CO2.

L’importazione di energia rende vulnerabile il sistema italiano, amplificando i rischi di interruzioni nell’approvvigionamento (vedi anche, Cos’è questa storia che le criptovalute possono aiutare la transizione verde?).

La sfida strategica dei data center nella trasformazione digitale

L’Italia si trova in una fase cruciale per consolidare il proprio ruolo nel mercato europeo dei data center, un settore che non solo rappresenta un pilastro per l’economia digitale, ma offre anche enormi opportunità per lo sviluppo infrastrutturale, l’occupazione e l’innovazione tecnologica.

L’industria ha la possibilità di trasformare una potenziale vulnerabilità in un vantaggio competitivo. Investire in innovazione e sostenibilità non solo aiuta a ridurre l’impatto ambientale, ma può anche favorire la crescita economica attraverso la creazione di nuove filiere industriali.

È necessario perciò un cambio di paradigma: da semplici consumatori di risorse, i data center devono evolversi in attori integrati della transizione ecologica. Solo con un approccio sinergico sarà possibile garantire un futuro sostenibile per tutti (vedi anche A Transformative Vision for Europe: The Energy Transition and Digital Transformation).

Data center e competitività: il ruolo dell’Italia nel mercato europeo

L’Italia si colloca al centro del Mediterraneo, un crocevia naturale per il traffico di dati tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Questa posizione unica può essere sfruttata per attrarre investimenti esteri e per sviluppare un ruolo di snodo nel settore delle telecomunicazioni.

In questa direzione va il Decreto Legge 104/2023 che ha introdotto misure significative per accelerare i processi autorizzativi e facilitare gli investimenti in infrastrutture critiche come i data center.

Questo tipo di intervento normativo rappresenta un passo nella giusta direzione per rendere il Paese più competitivo rispetto ad altri mercati europei.

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L’Italia si trova in una fase cruciale per consolidare il proprio ruolo nel mercato europeo dei data center (Designed by Freepik)

Paesi come Germania, Paesi Bassi e Francia hanno già una posizione consolidata grazie al free cooling, ai costi competitivi e al supporto governativo.

Per competere, l’Italia dovrà puntare su incentivi mirati, una rete infrastrutturale resiliente e politiche energetiche sostenibili.

La crescente domanda di energia da parte dei data center richiede un impegno costante nella transizione verso fonti rinnovabili. L’Italia dovrà pertanto espandere il mix energetico verde e promuovere pratiche innovative come il riutilizzo del calore dissipato.

Lo sviluppo dei data center richiede personale qualificato in ambiti come la gestione IT, l’ingegneria e la sicurezza informatica. Investire nella formazione e nella riqualificazione professionale sarà essenziale per sostenere la crescita del settore.

Trasformare il potenziale in leadership concreta

L’Italia ha, pertanto, tutti i presupposti per diventare un attore chiave nel settore dei data center grazie alla combinazione di investimenti, posizione geografica favorevole, infrastrutture tecnologiche e politiche di sostegno.

Per trasformare questo potenziale in leadership concreta, sarà fondamentale:

  • – Semplificare la burocrazia legata agli investimenti.
  • – Incentivare lo sviluppo di fonti rinnovabili e infrastrutture energetiche sostenibili.
  • – Favorire la collaborazione tra pubblico e privato per accelerare la crescita del settore.

Se ben sfruttate, queste leve strategiche potrebbero non solo rendere l’Italia un hub europeo per i data center, ma anche posizionare il Paese come un modello di innovazione e sostenibilità nella trasformazione digitale globale.

I data center rappresentano una componente fondamentale della società moderna, sostenendo l’ecosistema digitale globale e abilitando servizi essenziali come la sanità, la gestione idrica, i trasporti e le tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale.

Bilanciare progresso tecnologico e sostenibilità

Tuttavia, il loro significativo impatto ambientale impone una riflessione profonda su come bilanciare progresso tecnologico e sostenibilità.

I data center richiedono enormi quantità di energia per alimentare server e sistemi di raffreddamento, contribuendo a una significativa impronta di carbonio.

Il raffreddamento delle apparecchiature utilizza risorse idriche in quantità elevate, specialmente in sistemi a circuito aperto, spesso in regioni già soggette a stress idrico.

La rapida obsolescenza delle apparecchiature genera una crescente quantità di rifiuti elettronici (e-waste), che, se non gestiti correttamente, rappresentano una minaccia per l’ambiente.

Per bilanciare il progresso tecnologico con gli obiettivi di sostenibilità, è indispensabile adottare un approccio integrato che combini innovazione, responsabilità ambientale e politiche lungimiranti.

Il futuro tra normative e innovazione

Lo sviluppo dei data center come infrastruttura chiave per l’economia digitale deve integrarsi con gli obiettivi di sostenibilità, equità e inclusione sociale.

Per raggiungere tale equilibrio, un quadro normativo ben strutturato e coerente con le direttive europee è fondamentale.

La Direttiva 2022/2454 Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) richiede alle aziende di riportare le loro performance ambientali, sociali e di governance (ESG), promuovendo la trasparenza e consentendo di valutare l’impatto dei data center sulle risorse naturali e sulle comunità locali.

Le aziende che costruiscono e gestiscono data center sostenibili dovrebbero ricevere agevolazioni fiscali proporzionali al loro contributo alla transizione ecologica.

Introdurre un sistema fiscale che penalizzi il consumo eccessivo di risorse non rinnovabili può incoraggiare investimenti in tecnologie più verdi (vedi anche Green finance e greenwashing, può bastare una carbon tax europea?).

L’opportunità che si presenta al nostro Paese

L’Italia ha l’opportunità di consolidare la propria posizione nel settore dei data center e delle infrastrutture digitali, grazie a un mix di politiche mirate, investimenti strategici e innovazione tecnologica.

La recente proposta di legge delega presentata nel luglio 2024 segna un passo avanti importante, ma è fondamentale sviluppare una strategia integrata per affrontare tutte le sfide e cogliere le opportunità offerte da questo settore.

Ad esempio, è necessario promuovere collaborazioni tra governo, aziende tecnologiche e università per accelerare l’innovazione e la formazione di competenze nel settore.

Inoltre, è cruciale attivare programmi di co-finanziamento attraverso l’introduzione di meccanismi di finanziamento pubblico-privato per sostenere progetti infrastrutturali di rilevanza nazionale.

La collaborazione tra settore pubblico e privato (PPP) rappresenta un elemento chiave per accelerare lo sviluppo sostenibile dei data center e delle infrastrutture digitali in Italia.

Tutte le mosse da porre in atto

Pertanto, occorre istituire un organismo dedicato alla gestione delle partnership pubblico-privato per i data center, con il compito di monitorare i progetti, facilitare la cooperazione e assicurare la trasparenza.

Occorre inoltre offrire crediti d’imposta o detrazioni fiscali per le aziende che investono in infrastrutture sostenibili o partecipano a progetti PPP in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di sostenibilità.

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I data center abilitano servizi essenziali come la sanità, la gestione idrica, i trasporti e l’intelligenza artificiale (Designed by Freepik)

È utile adottare strumenti come la garanzia SACE Archimede per ridurre il rischio finanziario degli investimenti privati in infrastrutture innovative e sostenibili.

In aggiunta, è strategico introdurre meccanismi di premialità per i progetti che superano gli standard di sostenibilità definiti dalle linee guida del MASE.

Le risorse e il potenziale per diventare leader in Europa

E ancora, è necessario rendere obbligatorie procedure di valutazione ambientale specifiche per i data center, con criteri chiari per il consumo energetico, l’uso delle risorse idriche e la gestione dei rifiuti elettronici.

Occorre creare fondi dedicati alla ricerca e sviluppo nel settore dei data center, incentivando lo sviluppo di soluzioni come il raffreddamento innovativo, l’uso di materiali sostenibili e tecnologie per il recupero del calore dissipato.

Inoltre, è fondamentale rafforzare la cooperazione con istituti di ricerca e università per formare nuove competenze e promuovere l’adozione di tecnologie di frontiera.

Un’altra mossa strategica è la creazione di una piattaforma nazionale che consenta di tracciare i progressi dei progetti PPP nel settore dei data center, monitorando l’impatto ambientale e il rispetto degli obiettivi di sostenibilità.

Le aziende partecipanti ai PPP dovrebbero essere obbligate a pubblicare rapporti periodici sull’impatto dei loro progetti, in linea con gli obblighi previsti dalla Direttiva CSRD.

La creazione di un ecosistema PPP efficace e sostenibile richiede una visione a lungo termine, strumenti di incentivazione robusti e un quadro normativo chiaro.

L’Italia ha le risorse e il potenziale per diventare un leader europeo nello sviluppo di infrastrutture digitali sostenibili.

Rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato, il Paese può non solo attrarre investimenti, ma anche contribuire alla transizione ecologica, garantendo benefici economici e ambientali duraturi.